Tesori nascosti : PIETRAPERTOSA

Spesso ci capita di voler evadere, prendere un aereo a tutti i costi alla ricerca di posti che riescano a meravigliarci senza sapere che la vera meraviglia è a pochi km da casa.

In diverse occasioni ho sentito parlare delle DOLOMITI LUCANE ma non avevo mai avuto modo di visitarle.
Così, giusto qualche giorno fa, in una insolita giornata tiepida di agosto abbiamo optato per una gita fuori porta proprio lì , a Pietrapertosa, il comune più  alto della Basilicata, in provincia di Potenza.

E’ stata una delle giornate più  bizzarre, divertenti e felici degli ultimi tempi.

Vorrei raccontarvi questo angolo della Basilicata, perché è una regione che riversa ad ogni curva una sorpresa regalando attimi di stupore inaspettati.

Non ero pronta a tutto questo splendore, questo cambiamento di territorio che avveniva km dopo km mentre ci dirigevamo alla meta.

Il Parco delle Dolomiti Lucane si è presentato così, all’improvviso, con la sua mole quasi arrogante ma tanto armoniosa di rocce dalle più  disparate forme .
Una catena montuosa costituita prevalentemente da roccia arenaria alternata a valli cariche di verde e sprazzi di casette aggrappate alle pendici di questi rilievi.
Un dipinto.

Inutile dire lo spettacolo che si presenta. Una vera e propria oasi di pace in questo sud che siamo abituati a vedere pianeggiante, dorato e a tratti trafficato.
Queste curve ritagliate come fossero una perfetta spirale intorno alle montagne fino al loro apice.
Il rumore delle foglie, il vento fresco che ti scompiglia i capelli, quando, durante la salita devi necessariamente costeggiare per goderti i cinque minuti di infinito panorama.
Il forte contrasto del cielo azzurro che abbraccia il verde a saturazione massima.
I piccoli ruscelli che incontri di tanto in tanto.
Le aquile che, come sentinelle, volano sulla tua testa, quasi a voler proteggere il loro territorio.

Fino ad arrivare in cima, alla nostra meta, a Pietrapertosa.

Non vi nascondo che ancora adesso faccio fatica ad immergermi in questo centro abitato, ad immaginare la vita degli abitanti, la loro quotidianità.

E’ particolare. Unico. Fermo.

Pietrapertosa è un paese aggrappato completamente alla sua roccia, incastonato alla perfezione come un diamante nel suo anello.
Le abitazioni, i ristoranti, i b&b sono lì incastrati uno dopo l’altro quasi a simulare un enorme puzzle 3D.
Ho fatto davvero fatica a capire i meccanismi della vita quassù.

L’arrivo è stato d’impatto, a sinistra monti, colline, valli e tanto ossigeno mentre a destra le imponenti rocce sulle quali si erge il paese e il Castello Normanno-Svevo interamente ricavato sopra e nella roccia.

 

Breve sosta a suon di taralli, birra e arachidi e via con la camminata.

Ogni stradina, così stretta e tortuosa riservava sempre un panorama meraviglioso e unico. Un momento eri lì boccheggiante tra ripidi scalini e volte bassissime e pochi secondi dopo ti ritrovavi nel nulla su di una roccia che finiva a strapiombo a valle.
Spaventoso quanto adrenalinico ma davvero esclusivo.

Abbiamo proseguito attraversando parte del paese che si è presentato così, riservato e silenzioso. A volte pareva di esser lì a disturbare, quasi a rompere quell’equilibrio e quella monotonia caratteristica di questi centri abitati.

 

Le abitazioni in pietra, con i loro balconi minuziosamente curati, carichi di fiori e spezie e le immancabili sedie accanto alle porte, occupate di tanto in tanto dagli anziani del paese.
I loro volti, il loro silenzio, il loro sguardo, tenero ma allo stesso tempo quasi infastidito dal via vai dei turisti.
Immaginavo il loro mondo. La loro lunga vita lì, su quella montagna isolati da tutto il resto e la loro quotidianità , gli acciacchi, i ricordi, le salite e gli occhi spalancati, come i miei, di fronte a quel panorama .

La suggestione  ti inonda mentre passeggi tra gli stretti vicoli caratteristici dell’Arabata, tra i rioni più antichi della cittadina, un tempo sotto dominio degli arabi proprio alle pendici del Castello Normanno-Svevo.

 

Ed eccoci giunti al tratto forse più difficile e faticoso, quello che bisogna seguire per salire su in cima al Castello.
Un percorso molto ripido ma che allo stesso tempo ti regala scorci e panorami davvero mozzafiato.

Una volta in cima, il Castello è visitabile. Ovviamente essendo interamente ricavato da una roccia è spoglio ma comunque molto affascinante e curioso.
Particolare e diverso dai soliti castelli che siamo abituati a visitare.
Merita una visita, soprattutto perché rende l’idea della potenza e del controllo che i dominatori avevano da questo punto strategico.

  

La Basilicata merita veramente di essere scoperta, visitata e amata.

E’ una terra che dona tanto, di quei posti che non ti aspetti e ti sorprendi tanto da maledirti sul perché non ci sia andata prima.
I suoi borghi nascosti, le rocce minacciose,la natura, i panorami vertiginosi e tanta gioia e meraviglia nel cuore.

Il mio invito a visitare questa terra è ovviamente scontato.

Inoltre potreste rendere la vostra gita ancor più avventurosa e divertente, grazie al volo dell’angelo, al percorso sul ponte nepalese e alle diverse escursioni .

4 comments Add yours
  1. Buongiorno, a questa bella descrizione di Pietrapertosa mancano dei pezzi, dal mio punto di vista, interessanti: il Convento francescano (1474) con tele, affreschi e coro ; la Chiesa Madre con i suoi contenuti d’arte, tra cui un affresco rappresentante il Giudizio Universale; la Chiesa di San Cataldo……
    se un giorno ne avrà voglia sono a disposizione per accompagnarla.
    Saluti cordiali
    Pasquale Stasi – Sindaco

    1. Salve Sindaco,
      La ringrazio molto e terrò conto del suo invito.
      Sicuramente tornerò, purtroppo per mancanza di tempo non siamo riusciti a visitare tutto e mi sono ripromessa di tornare proprio per scoprire altre bellezze.
      A presto!
      Le auguro un buon proseguimento di giornata.
      Nica

  2. In realtà su Pietrapertosa ci sarebbero dei libri interi da scrivere, dall’enorme testa del gufo, tagliata perché pericolante una cinquantina di anni fa, alla cresta montuosa del paese che come un enorme Aquila proietta la sua ombra sulla vallata. Le rocce tutt’intorno sono come scolpite dal tempo, i gemelli, l’incudine e i buchi frastagliati nelle rocce da cui arriva il nome antico pietra bucata…inoltre degli studi dicono che si tratti di uno degli insediamenti più antichi della storia umana…ci sarebbero scavi e studi da fare su un paese il cui fascino è solo la punta dell’icberg!

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