Tra curry e street art : Brick Lane

Un certo Samuel Johnson recitava :
“Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita”.
E caspita se ha ragione!
Londra è instancabile, è in continuo cambiamento. Ha sempre quel dettaglio in più da farti notare la volta dopo.
Un esempio eclettico e in costante cambiamento ma affascinante è il luogo che ho deciso di raccontarvi oggi.

Parlo di Brick Lane una vera e propria arteria nel cuore di Londra con i suoi edifici a mattoncini che tanto caratterizzano la tipica architettura della città, situata nella East London, poco dopo la city.

img_2377E’ una via che ti travolge nel suo vortice carico di colori, odori, insegne luminose e musica.

Da qualche anno è soprannominata Banglatown per la mole di famiglie asiatiche, ma soprattutto bengalesi trasferitesi proprio qui tanto da risultare oggi tra i centri più multietnici della città.

Brick Lane è  un vero e proprio microcosmo.
Ha un’attrazione singolare.
All’inizio è difficile riuscire a mettere a fuoco i dettagli perché tutto risulta essere fin troppo interessante, dal piccolo graffito sul muro, al mattoncino dismesso, perfino ai pali posti a fine marciapiede.
E la musica, quella immancabile, che ti accompagna durante tutta la tua passeggiata.

                             

Le prime due parole che mi vengono in mente pensando a Brick Lane sono sicuramente Curry e Street art, che fanno da padroni.

Il curry, si questa spezia tanto saporita dal colore giallo-arancio è tipica di Brick Lane. Il suo odore è praticamente ovunque.
Per più di metà percorso Brick Lane ospita ristoranti in serie, chiamati appunto “curry houses”, dalle cucine tipiche mediorientali che permettono queste lunghe esalazioni di cibo appena preparato e con i propri camerieri che, quasi a stalkerizzarti cercano di invitarti ad un lunch nel loro ristorante.

Si prosegue avvolti da questa atmosfera leggera e spensierata, accompagnata da musiche provenienti da pub, artisti di strada e festival vari.
Flussi di gente che ti scorrazzano a destra e sinistra, fiumi di birra dai locali più In della zona.
Da non perdere l’ex fabbrica OLD TRUMAN BREWERY, tipico edificio di stampo inglese di fine ‘800, oggi un centro artistico-culturale. Ospita mostre di artisti e designer emergenti che ormai, spesso e volentieri scelgono per l’appunto Brick Lane come culla dell’arte contemporanea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A fare da cornice, i mercatini vintage con oggetti e abbigliamento che, pur sapendo di passato si intrecciano alla perfezione con il presente e per gli appassionati dei 45 giri, impossibile non fare tappa da Rough Trade Records.

Poi c’è LEI … la Street Art.

Fiumi di colore, odore di bombolette spray che inondano le intere roads del quartiere fino a spingersi a Shoreditch ( che presto vi racconterò ) .
Un vero e proprio museo a cielo aperto.
Ogni angolo è abbellito, valorizzato da uno schizzo di colore.
Dal cestino della spazzatura, al canale di scolo delle acque, alle pareti degli edifici, per continuare su porticine, auto, marciapiedi.
Ritroviamo volti noti, da Bansky a Ben Eine, che personalmente adoro.
Una vera e propria Eldorado per i writers.

Il fascino e l’aria che si respira in queste strade è eccentrico. Impossibile stancarsi, c’è una continua mutazione, un ricambio quasi quotidiano che ti da quella carica e  voglia di tornarci ogni giorno per deliziarti con l’estro e la bravura di questi grandi artisti.

Per non parlare poi, di quando riesci a beccare il writer di turno che sta mettendo su la sua opera. E tu sei li, imbambolata che, per inerzia segui i movimenti della bomboletta spray oscillare a destra sinistra, su e giù per la parete.

Da segnare in agenda il mercato americano o dell’usato ogni domenica. Quindi armati di santa pazienza, vi consiglio una visita in questo giorno della settimana, per vivere appieno l’atmosfera vivace e carica che si crea.

Una piccola curiosità sul cibo, come ho scritto qualche rigo su, ci troviamo nel quartiere bengalese e come tale non potevano mancare quelle rotelle di pane squisitissime i bagels.
Ed è proprio qui che se ne trovano tra i più buoni di Londra.

Un posto che mi ha colpita molto per la sua cultura e il suo essere multi-tasking.

 

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